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Prepara le autentiche trofie al pesto da zero! Impara a modellare la tradizionale pasta fresca ligure e a pestare nel mortaio un pesto di basilico vivace e cremoso. Porta in tavola i sapori freschi della Riviera con questa ricetta iconica e facile da seguire!

Info

  • Difficoltà: Media
  • Tempo totale: 1 ora e 30 minuti
  • Porzioni: 4 persone

Ingredienti

  • Semola di grano duro: 400 g
  • Acqua a temperatura ambiente: circa 200 g
  • Basilico genovese DOP: 56 g
  • Olio extravergine d'oliva: 70 g
  • Parmigiano Reggiano grattugiato: 50 g
  • Pecorino sardo grattugiato: 30 g
  • Pinoli: 30 g
  • Aglio: 2 spicchi
  • Sale fino e sale grosso: q.b.

Preparazione passo passo

  1. Setaccia la semola in una ciotola capiente.
  2. Aggiungi l’acqua poco alla volta, mescolando con un cucchiaio finché si forma un composto compatto.
  3. Trasferisci l’impasto sul piano di lavoro e lavoralo con energia per qualche minuto.
  4. Continua a impastare finché l’impasto è liscio, morbido ma non appiccicoso.
  5. Copri l’impasto con una ciotola rovesciata e lascialo riposare per 30 minuti.
  6. Dopo il riposo, stacca piccoli pezzi di impasto e formane delle palline di circa 2 cm.
  7. Fai rotolare ogni pallina sotto il palmo della mano per allungarla leggermente.
  8. Torci l’impasto facendolo scivolare in diagonale verso destra sotto il bordo della mano, dandogli la classica forma a spirale delle trofie.
  9. Man mano che le prepari, appoggia le trofie su un vassoio leggermente infarinato.
  10. Continua finché hai usato tutto l’impasto; mentre aspetti che l’acqua della pasta arrivi a bollore, prepara il pesto.
  11. Tosta i pinoli in una padella a fuoco basso.
  12. Metti nel mortaio l’aglio e i pinoli tostati e pestali fino a ottenere una crema.
  13. Aggiungi a poco a poco le foglie di basilico insieme a un pizzico di sale grosso, continuando a pestare.
  14. Quando il composto è liscio e omogeneo, incorpora i formaggi grattugiati.
  15. Versa l’olio d’oliva a filo lento, mescolando di continuo, fino a ottenere una salsa densa e cremosa.
  16. Cuoci le trofie in abbondante acqua bollente salata e scolale al dente.
  17. Condisci la pasta con il pesto, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura per emulsionare e amalgamare bene la salsa.

... e ora, a tavola!

Consigli

Per un sapore autentico, usa basilico ligure fresco e preparalo con il mortaio, facendo attenzione a non surriscaldare gli ingredienti. Il pesto non si cuoce mai: si aggiunge alla pasta dopo averla scolata, allungandolo se serve con un goccio di acqua di cottura. Le trofie vanno cotte al dente per mantenere la consistenza giusta e trattenere bene il condimento. Se non hai il mortaio, puoi usare un robot da cucina o un frullatore a velocità bassa, a impulsi.

Informazioni aggiuntive

Le trofie al pesto sono uno dei simboli per eccellenza della tradizione gastronomica ligure. Le trofie, pasta fresca nota per la caratteristica forma allungata e attorcigliata, nascono nella Liguria di Levante, in particolare nel Golfo del Tigullio. L’abbinamento con il pesto genovese, preparato con basilico, pinoli, aglio, Parmigiano Reggiano, pecorino e olio extravergine d’oliva, dà vita a una delle ricette più celebri della cucina italiana.

Sostituzioni e varianti

La versione tradizionale prevede spesso patate a dadini e fagiolini lessati direttamente nella stessa pentola della pasta. Esistono però diverse varianti: alcune ricette sostituiscono i pinoli con noci o mandorle, altre usano solo il Parmigiano, o aggiungono un po’ di ricotta per un sapore più delicato. In alcune zone della Liguria il pesto si serve tradizionalmente anche con trenette o linguine al posto delle trofie.

Come servire

Le trofie al pesto si gustano al meglio subito, ben calde e avvolte nella loro salsa vivace. Con le tradizionali patate e i fagiolini diventano un piatto ricco e completo. Si abbinano benissimo a un calice di vino bianco ligure, come il Vermentino o il Pigato, che ne esalta la freschezza e i profumi mediterranei. Sono il primo piatto perfetto per i pranzi di famiglia o le occasioni informali.

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